Sarah, rabbia contro lo zio mostro
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Sarah, rabbia contro lo zio mostro
AVETRANA (TARANTO) - Strangolata da zio Michele il giorno della scomparsa, il 26 agosto scorso, secondo indiscrezioni investigative dopo delle avance fatte dall’uomo alla giovane. Poi trasportata in un podere di proprietà del congiunto, alla periferia di Avetrana, e gettata in un pozzo, dove all’1:45 di oggi è stato ritrovato il corpo. Questa l’orribile fine di Sara Scazzi, la sorridente 15enne bionda che quel fatidico pomeriggio di fine agosto aveva appuntamento con la figlia di Michele Misseri – Sabrina, sua cugina – per andare al mare.
E' stato lo stesso zio, crollato dopo un lungo interrogatorio nel comando provinciale carabinieri di Taranto, a confessare l'omicidio e a rivelare dove aveva nascosto il corpo. In nottata, secondo notizie comunque non confermate, avrebbe addirittura accompagnato gli investigatori in quel pezzetto di campagna dove da 42 giorni, in un pozzo artesiano colmo d’acqua, giaceva il cadavere della nipotina.
L’uomo è in stato di fermo di polizia giudiziaria per omicidio volontario. Un’accelerazione alle indagini, culminate nella deposizione-fiume resa oggi dall’uomo, la si è avuta a partire dal 29 settembre quando Misseri annunciò di aver ritrovato il telefonino di Sara dopo aver bruciato delle erbacce in campagna. Una versione che suscitò sorpresa per la coincidenza che fosse stato proprio un parente stretto a ritrovare il telefonino di Sara, e che spinse gli investigatori a privilegiare la pista dei familiari per poter venire a capo della vicenda.
“La notizia che non volevamo arrivasse, è arrivata”, ha commentato uno dei legali della famiglia Scazzi, Walter Biscotti. “Il ritrovamento del telefonino – ha aggiunto – ha dato velocità all’attività investigativa. E’ stato un chiaro tentativo confessorio da parte di Michele Misseri”.
Una scomparsa, quella di Sara, che ha fatto sempre il pieno di audience in tv. E anche nella serata più triste, quella conclusasi con il ritrovamento del suo cadavere, ha vissuto momenti di intensa drammaticità per la partecipazione di sua madre, Concetta Serrano Spagnolo, alla diretta del programma di Rai3 'Chi l’ha visto?', in onda proprio da casa di zio Michele, assente con la moglie perchè trattenuto dai carabinieri. Quando le voci che i carabinieri avevano cominciato le ricerche del corpo si sono fatte insistenti, la conduttrice, Federica Sciarelli, ha chiesto alla donna se non preferisse allontanarsi. Concetta ha risposto: “E' meglio”, e accompagnata da uno dei suoi avvocati ha lasciato l’abitazione per raggiungere casa sua, dove qualche ora dopo le è stata comunicata la tragica notizia.
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ORE 7:58 - IL CADAVERE DI SARAH E' ANCORA NEL POZZO
E' ancora in corso l'operazione di recupero del corpo di Sara Scazzi: secondo alcune informazioni, occorrerebbero ancora due-tre ore. Il pozzo - a quanto si è saputo – non è profondo, ma presenta strettoie: inoltre il cadavere sarebbe coperto con pietre. Il pozzo dove si lavora è uno dei tantissimi delle campagne della zona, alcuni soltanto dei quali sono censiti, molti altri non lo sono e molti sono addirittura abusivi.
ORE 8:41 - DIFFICOLTA' NEL RECUPERARE IL CORPO, L'APERTURA DEL POZZO E' MOLTO STRETTA
A quanto si è saputo da fonti inquirenti, la cavità nella quale è stato gettato il corpo di Sara è un inghiottitoio che porta ad un pozzetto di raccolta di acqua piovana. L’apertura sul piano di calpestio era un buco di un diametro di poche decine di centimetri: per consentire dunque l’accesso per il recupero del cadavere è stato necessario lo sbancamento di terreno tutt'attorno, terreno in gran parte roccioso. Più facile era stato per lo zio introdurre invece il cadavere – se verrà confermata la ricostruzione fatta sinora – data l’esilità del corpo della piccola Sara.
ORE 9:41 – IL CORPO DI SARAH NUDO IN FONDO AL POZZO
E' nudo e in posizione fetale il corpo di Sara Scazzi nel pozzetto per il recupero di acqua piovana nel quale è stato gettato. Lo si è appreso da fonti investigative. Le operazioni di recupero del cadavere – a quanto si è saputo – si sono quasi concluse, mancherebbero ancora qualche decina di minuti.
ORE 9:50 - «L'HO VIOLENTATA DOPO AVERLA UCCISA»
«L'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta»: è la rivelazione agghiacciante che ha fatto agli investigatori Michele Misseri, zio di Sara Scazzi e suo omicida. Sempre secondo le dichiarazioni dell’uomo, la ragazza sarebbe stata strangolata nel garage di casa Misseri. Prima di occultare il cadavere gettandolo in un pozzo, Misseri l’ha denudato e ha successivamente bruciato i vestiti.
ORE 10:41 - E' LUTTO CITTADINO AD AVETRANA, UN PAESE SGOMENTO
Il lutto cittadino sarà proclamato ad Avetrana (Taranto) nel giorno dei funerali di Sara Scazzi, che dovrebbero svolgersi in uno “spazio grande”, forse il campo sportivo o il palazzetto dello sport. Lo ha detto ai cronisti poco fa il vicesindaco del paese, Alessandro Scarciglia, che si trova – come decine di altre persone – nella zona dove è stato trovato il cadavere della ragazza. Scarciglia ha precisato di aver già parlato con il sindaco, Mario De Marco: la possibilità di tenere i funerali in uno spazio grande, adeguato a contenere la folla che vi parteciperà, è già stata esaminata con il parroco, don Dario De Stefano.
ORE 10:45 - IL VICESINDACO «ERA LA SORELLA DI TUTTI»
«E' assurdo, è tutto assurdo perchè, da quando era scomparsa, Sara era diventata la sorella di tutti noi»: lo ha detto il vicesindaco di Avetrana (Taranto), Alessandro Scarciglia, avvicinato dai giornalisti vicino al podere dove è stato trovato, in un pozzo, il cadavere di Sara Scazzi. «Questa vicenda – ha aggiunto Scarciglia – ha sconvolto tutta la comunità. Avetrana è un paese tranquillo, con una presenza minima di criminalità. È una tragedia che sta coinvolgendo anche i paesi vicini».
ORE 10:57 – UNA CONFESSIONE DOPO AVER NEGATO PER ORE
Ha negato per tre ore ogni addebito Michele Misseri, poi però, incalzato dai carabinieri, ha confessato l’omicidio della nipote Sara Scazzi. L'uomo, secondo quanto si è appreso, ha successivamente ripetuto la confessione resa agli investigatori anche davanti al magistrato, con il quale ha ammesso direttamente le sue responsabilità. L'uomo avrebbe dichiarato di aver fatto tutto da solo. Si sarebbe trattato, inoltre, di un delitto non pianificato, ma maturato e portato a termine in tutta la sua brutalità quando l’uomo si è trovato a tu per tu con la nipote.
ORE 11:05 – LA MAMMA DI SARAH CHIUSA IN CASA
«La mamma di Sara è chiusa in cucina, a casa, con la sorella Emma e stiamo attendendo notizie ufficiali in ordine al recupero del corpo». Lo ha detto poco fa uno dei legali della famiglia Scazzi, parlando con una giornalista di Canale 5, nella trasmissione 'Mattino5'. «E' chiaro che le indagini – ha detto il legale – hanno preso una indicazione precisa proprio dal ritrovamento del telefonino, e da quel momento è cambiato un po' tutto, anche come sensazioni. Qualcosa si è capito. Le coincidenze erano veramente sorprendenti e formidabili e quindi anche Concetta ha cominciato a capire che c'era qualcosa che non funzionava». «Però ovviamente – ha aggiunto il legale – non ha detto niente. Ha continuato a mandare messaggi di serenità, di indagare sulla famiglia, di agire nel massimo rispetto. Ed è quello che è stato fatto. Ieri sera purtroppo il tragico epilogo». Si sono sentite le due sorelle?, è stato chiesto dallo studio, facendo riferimento alla moglie dell’assassino di Sara, Michele Misseri. «Io credo di no, credo che l’ultima volta che si sono sentite le due sorelle – ha detto il legale – è stato ieri sera, quando è cominciata a circolare la notizia. Noi chiedevamo dov'era il marito. Abbiamo intuito che se Cosima e Valentina erano fuori e il marito era dentro... cominciavano a circolare notizie tragiche e quindi volevamo sapere se Michele era ancora lì».
ORE 11:10 – RECUPERATO IL CORPO
Il corpo di Sara Scazzi è stato recuperato dal pozzo dove è stata trovata, nel podere di proprietà dello zio, e portato via con un carro funebre.
ORE 11:19 – LO ZIO HA PORTATO GLI INVESTIGATORI SUL LUOGO DELL'OCCULTAMENTO
Michele Misseri, lo zio di Sara, «ha confermato di aver ucciso la povera fanciulla e ha indicato il posto dove il cadavere era stato da lui nascosto; ci ha portati sul posto e, quindi, ci ha consentito di fare i dovuti accertamenti». Lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio. Il luogo in cui è stato trovato il corpo «non è un pozzo, è una sorta di covo interrato all’interno del suolo con un foro d’ingresso di poche decine di centimetri coperti da rami, foglie e pietre, quindi era praticamente impossibile accertarne l'esistenza, addirittura probabilmente passandoci sopra». «Il buco – ha aggiunto – è stato scoperchiato ed è stata accertata la presenza di un cadavere» di sesso femminile «con i capelli biondi» che sarà compiutamente identificato «anche attraverso l’esame del Dna».
ORE 11:24 – SARA' DIFFICILE EFFETTUARE IL RICONOSCIMENTO DEL CORPO SE NON CON IL DNA
L'autopsia sul corpo di Sara Scazzi sarà fatta – lo ha annunciato il procuratore Franco senbastio in conferenza stampa- ad eseguirla sarà il prof.Luigi Strada. Sarà effettuato – ha aggiunto – l'esame del Dna. Dalla conferenza stampa è anche emerso che il corpo della ragazza era in pessime condizioni. Il corpo di Sara è in uno stato che non lo rende riconoscibile: lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, parlando con i giornalisti. Dopo oltre 40 giorni in acqua il corpo si stava disfacendo: è in stato colliquativo, ha aggiunto il magistrato.
ORE 11:42 – COMANDANTE CC, SAPEVAMO CHE LO ZIO AVREBBE CONFESSATO
«Non sapevamo quando sarebbe successo ma avevamo la forte sensazione che sarebbe successo». Lo ha detto, a proposito della confessione fatta dallo zio di Sara, il comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto Giovanni Di Blasio. «Il profilo che avevamo immaginato di Michele Misseri – ha aggiunto Di Blasio – forse ha aiutato i magistrati a percepire quale fosse la breccia che forse anche inconsciamente questo soggetto poteva offrirci per portarlo alla confessione».
ORE 11:46 – SI CERCANO EVENTUALI COMPLICI
La procura di Taranto ha «attività in corso su eventuali complici». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, nel corso della conferenza stampa in corso a Taranto. Le indagini sui eventuali complici – ha aggiunto il procuratore Franco Sebastio – sono necessarie «per chiarire aspetti che sono da prendere ancora in considerazione». Per il momento l’unico indagato per l'uccisione di Sara Scazzi è lo zio della ragazzina, Michele Misseri.
ORE 11:55 – UN ASSASSINO CHE HA SAPUTO GESTIRE LO STRESS
«Il profilo psicologico di chi compie un delitto per dolo d’impeto, come quello di Sara Scazzi, è compatibile con quello di un soggetto che poi simula il ritrovamento casuale del cellulare della vittima e che sa gestire lo stress derivante dall’atto d’impeto». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, riferendosi al comportamento del presunto assassino della quindicenne, lo zio Michele Misseri. Di Blasio ha spiegato che per tracciare il profilo dell’uomo è stato utilissimo l’intervento del Reparto analisi criminoliche.
ORE 12:02 – GLI AMICI DI SCUOLA, CIAO PICCOLO ANGELO
«Addio, piccolo angelo»: è questo uno dei messaggi lasciati dai compagni di scuola su un cartellone esposto davanti all’abitazione di Sara Scazzi. I compagni di scuola dell’istituto alberghiero «Mediterraneo» di Marugio (Taranto) stamani non sono entrati in classe e hanno deciso spontaneamente di andare ad Avetrana «per dare un segnale di solidarietà alla famiglia di Sara». Sono tre i cartelloni esposti nei pressi della casa della famiglia Scazzi: su uno di questi c'è scritto «La scuola è qui con te. Ti ricorderemo sempre, addio piccolo angelo». Su un altro cartellone i ragazzi stanno mettendo le loro firme. Sul terzo gli studenti hanno scritto «Sara resterai per sempre nei nostri cuori.
ORE 12:15 – «SARAH NON HA SOFFERTO A LUNGO»
«Riteniamo che Sara Scazzi non abbia sofferto durante le fasi dell’omicidio» avvenuto per strangolamento. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, Giovanni Di Blasio, nel corso della conferenza stampa. Il fatto che Sara non abbia sofferto durante le fasi del delitto deriva anche dal fatto - spiegano gli investigatori – «che la ragazzina non ha subito violenza sessuale prima di morire».
ORE 12:17 – SECRETATO L'INTERROGATORIO DELLO ZIO
L'interrogatorio in cui Michele Misseri, lo zio di Sara, ha confessato di aver assassinato la nipote Sara Scazzi «è stato secretato». Lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, che non ha voluto fornire alcun particolare sul contenuto dell’atto. Prima di ammettere le proprie responsabilità, Michele Misseri ha tentato di continuare a negare quel che aveva fatto ma ha fornito alibi che non hanno retto. Lo si è appreso da fonti investigative, a proposito di alcuni dei comportamenti tenuti dall’indagato nell’interrogatorio-fiume che ha portato alla svolta nelle indagini sulla scomparsa di Sara Scazzi.
ORE 12:25 – IN FAMIGLIA FORSE INTUITA LA VERITA'
E' possibile che in famiglia avessero maturato sospetti su Michele Misseri in relazione con la scomparsa della piccola Sara. Lo si è appreso da fonti investigative. Il riferimento è a un’intercettazione ambientale nella quale Sabrina Misseri, cugina di Sara e sua inseparabile amica, avrebbe detto durante un litigio con la propria madre: «se l’è portata lui...». Una frase – si rileva – che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa.
ORE 13:00 - IL DUBBIO: SABRINA SAPEVA DELLE AVANCES DEL PADRE
Michele Misseri avrebbe detto di aver agito da solo dopo che Sarah aveva respinto le sue avance, fatto questo che la quindicenne pare avesse confidato alla cugina e amica, Sabrina, figlia di Michele Misseri. La ragazzina avrebbe cercato aiuto dalla cugina Sabrina, con la quale il 25 agosto, per questo motivo, avrebbe avuto un violento litigio. Misseri il giorno dopo avrebbe avvicinato ancora Sara nel garage della sua abitazione, in via Grazia Deledda, forse per costringerla a non rivelare le sue richieste. Durante la conversazione, in preda ad un raptus, ha strangolato la ragazzina.
La procura ora vuole verificare se Misseri, che è l’unico indagato, abbia avuto eventuali complici. In particolare il procuratore Sebastio, vuole capire se Sabrina e sua madre sospettassero qualcosa. Il punto di partenza del ragionamento degli investigatori – a quanto si apprende – sarebbe il contenuto di un’intercettazione ambientale in cui Sabrina, mentre ha un litigio con la mamma, dice: «se l’è portata lui...». Una frase – si rileva – che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa.
Sospetto che ha anche la mamma di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, che – a quanto si apprende da persone a lei vicine - si è lasciata andare ad uno sfogo: «Secondo me – avrebbe detto - mia sorella sapeva qualcosa».
ORE 13:45 - MOGLIE E FIGLIA DELL'ASSASSINO, SE E' STATO LUI PAGHI TUTTO
«Sabrina sta male, piange tanto ma sa che è stato il padre». Lo ha detto Cosima, un’amica della famiglia di Michele Misseri, rispondendo alle domande dei giornalisti davanti all’abitazione dell’uomo che ieri ha confessato di aver ucciso Sarah Scazzi. La donna, quando è uscita di casa ha avuto un battibecco con gli studenti che stavano urlando contro Michele Misseri. Cosima ha aggiunto che «anche la moglie di Michele sta molto male. Mi ha detto che se è stato il marito deve pagare».
«Mio padre deve pagare per quello che ha fatto»: così Sabrina Misseri, figlia dell’uomo che ha ucciso la cugina Sarah, ha risposto al citofono di casa ai giornalisti che volevano parlare con lei. «Non abbiamo nulla da dire – ha risposto Sabrina – mio padre deve pagare per quello che ha fatto».
ORE 15:40 - MAMMA CONCETTA IN OBITORIO, VUOLE VEDERE I RESTI DI SARAH
La mamma di Sarah Scazzi, Concetta Serrano Spagnolo, accompagnata dai legali della famiglia, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, si è recata all’ospedale Santissima Annunziata per l’ultimo saluto alla figlia, il cui cadavere è stato trovato la notte scorsa nelle campagne di Avetrana. Insieme ai legali e alla madre della quindicenne, uccisa dallo zio reo confesso, c'era anche Anna Lisa Loconsole, dell’associazione Penelope.
ORE 15:52 - MISSERI IN CELLA DI ISOLAMENTO
Michele Misseri, l'agricoltore arrestato per l’omicidio della nipote Sara Scazzi, dopo aver indicato agli inquirenti il luogo in cui aveva seppellito il cadavere è stato condotto nel carcere di Taranto ed è tenuto in isolamento in una sezione distante dalla zona in cui si trovano gli altri detenuti. A quanto si è appreso, rimarrà in quella cella e non potrà avere alcun tipo di contatto almeno sino all’interrogatorio di garanzia, non ancora fissato.
ORE 17:00 - IL FRATELLO DI SARAH IN DIRETTA TV, MIO ZIO SI DEVE SUICIDARE
Sarah Scazzi si era lamentata con la cugina Sabrina, il giorno prima di scomparire, dell’atteggiamento dello zio Michele nei suoi confronti. Lo ha detto il fratello di Sarah, Claudio, nel corso della trasmissione "La vita in diretta".
«Avevano litigato proprio su questo - ha spiegato il giovane, aggiungendo che - se l’avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano».
Invece agli occhi degli altri parenti, secondo Claudio, Sarah non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: «quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana».
Il giovane ha però ribadito che la vicenda è stata un fulmine a ciel sereno, perchè su suo zio «ha sempre fatto una vita ineccepibile». «A questo punto – ha concluso Claudio Scazzi – spero proprio che mio zio prenda la decisione di suicidarsi».
«L'unica cosa che dovrebbe fare è suicidarsi. In qualunque modo, basta che la faccia finita. Se si suicida fa l’unica cosa giusta della sua vita – dice il giovane - si mette a pari col disastro che ha combinato». «Non deve più esistere» ha concluso.
ORE 18.40 - MAMMA CONCETTA, VOLTO IMPASSIBILE NELLA TRAGEDIA
Un volto impassibile per 42 giorni, sempre gentile con tutti, ma descritta da qualcuno come troppo fredda con la figlia. Concetta Serrano Spagnolo ha vissuto il calvario della scomparsa di sua figlia Sara senza mostrare in tutti questi giorni un segno di cedimento fino a quando, ieri sera, ha appreso in diretta tv che ormai non c'era più nessuna speranza e che si stava cercando il corpo della figlia. Anche in quel momento, però, è apparsa impassibile, quasi apatica.
E questa sua caratteristica l’ha portata nelle scorse settimane, quando ancora restava in piedi l’ipotesi di un allontanamento volontario della ragazzina, a trovarsi al centro del sospetto che fosse proprio lei, la sua freddezza e un cattivo rapporto con Sara, la causa della scomparsa della ragazza. Solo normali screzi tra madre e figlia, aveva risposto lei, sempre calma e disponibile, a chi le chiedeva conto di qualche litigio.
Concetta, casalinga di 49 anni, con una storia familiare difficile alle spalle, anche quando i giornalisti la pressavano con domande sulla sua famiglia e sul suo rapporto con Sara, non si è mai mostrata insofferente. Ha sempre risposto alle domande e ha fatto entrare in casa tutti, troupe televisive e giornalisti, convinta forse che tenere alta l’attenzione mediatica sulla scomparsa potesse aiutare a ritrovare sua figlia viva. E per non disperdere l’attenzione, i primi giorni di settembre aveva rivolto, anche in tv, un appello al presidente della Repubblica che le aveva risposto assicurando la massima attenzione dello Stato.
A metà settembre, aveva poi invitato gli investigatori ad indagare sulla famiglia, su chi, cioè, sapeva che Sara sarebbe uscita di casa per andare a mare e a che ora. Era stata lei stesso però, dopo l’incredibile ritrovamento del cellulare di Sara fatto dallo zio della ragazza, Michele Misseri, ad escludere invece che proprio suo cognato, rivelatosi invece il vero carnefice, potesse avere fatto del male a Sara. Nei giorni scorsi, con la solita apparente freddezza, aveva dovuto affrontare anche la morte dell’anziano padre adottivo, da tempo gravemente malato, alla cui cura si era dedicata insieme ad una badante.
Viveva con lui ad Avetrana, mentre il marito Giacomo, di 52 anni, molto più defilato di lei rispetto alle telecamere, vive a Milano e fa il muratore. Nel capoluogo lombardo vive anche l’altro figlio, Claudio, che ha trascorso la maggior parte di questi giorni a Milano. In quasi un mese e mezzo di logorante attesa, Concetta ha accumulato dolore su dolore, anche per i sospetti che hanno toccato a più riprese lei e gli altri componenti della famiglia. Con il volto ogni giorno più scavato dalle notti insonni, però, ha sempre affrontato tutto senza mostrare in pubblico una lacrima. Fino al tragico epilogo.
ORE 19.19 - SABRINA MISSERI: MIO PADRE NON HA MAI ABUSATO DI NOI «Mio padre è stato un padre esemplare e non ha mai abusato di noi». È questo il testo di un sms che Sabrina Misseri, figlia dell’uomo che ha confessato di avere ucciso Sara Scazzi, ha inviato al giornalista della trasmissione di Rai uno «La Vita in diretta», Giacinto Pinto. In un altro messaggio, Sabrina ha poi detto: «non ho mai detto che mio padre l’ha portata via perchè, in 42 giorni, non ho mai dubitato di lui. Ho cominciato a farlo da stanotte».
Il riferimento è alle notizie su una intercettazione ambientale (nella quale Sabrina avrebbe detto alla madre: «lo so che l’ha portata via lui», ndr) che avrebbe rappresentato per gli inquirenti la svolta nelle indagini. La giovane ha anche precisato che la madre «non ha mai detto che Michele deve morire, ma che deve pagare».
ORE 19.20 - DOMANI CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO AVETRANA
Domani alle 15.30 il consiglio comunale di Avetrana si riunirà in seduta straordinaria monotematica per esprimere solidarietà alla famiglia di Sara Scazzi e l’apprezzamento nei confronti delle forze dell’ordine e della magistratura. Lo ha comunicato il vicesindaco, Alessandro Scarciglia.
ORE 19.48 - PAESE SOTTO CHOC, AMICI ALLO ZIO 'FAI SCHIFO'
E' un paese sotto choc Avetrana: 42 giorni dopo la notizia della scomparsa, oggi la certezza che Sara Scazzi è morta, uccisa brutalmente dallo zio che poi ha brutalmente abusato di lei, ha come paralizzato la piccola comunità, settemila persone, in provincia di Taranto, che si è stretta intorno alla famiglia, con in testa i compagni di scuola della studentessa quindicenne.
Ad Avetrana – in questo clima di “paralisi” interiore – è stata una lunga giornata surreale, cominciata la notte scorsa, con decine di persone nelle campagne, a due chilometri dal centro abitato, in attesa che fosse portato via il cadavere della ragazza. Cosa che è avvenuta solo stamani, intorno alle ore 11, dopo ore di lavoro per raggiungere il fondo di un pozzo dove l’assassino l’aveva buttato: scortato dai carabinieri, il carro funebre ha lasciato le campagne.
La gente di Avetrana ha applaudito, ma, soprattutto, ha pianto e ha gridato la sua rabbia “contro un delinquente. Uno zio – hanno detto le persone che hanno fatto il segno della croce al passaggio del carro - non può uccidere una ragazza di 15 anni”.
Ma veri protagonisti della giornata sono stati anche i giovani, i compagni di scuola di Sara. Spontaneamente hanno deciso di non entrare in classe, nell’Istituto alberghiero “Mediterraneo” di Maruggio, a pochi chilometri da Avetrana. Con i pullman sono andati davanti all’abitazione di Sara. Lì si sono abbracciati, hanno pianto e hanno scritto su tre cartelloni l'addio “a un piccolo angelo”.
Poi, all’improvviso, hanno cambiato destinazione e sono andati a casa di Michele Misseri, “lo zio assassino, la bestia, che ci fa schifo e che deve avere l'ergastolo” (ma un coro chiedeva la pena di morte). Davanti a casa Misseri, c'è stato anche qualche momento di tensione con alcuni amici che sono andati a visitare la moglie Cosima e le figlie Sabrina e Valentina: pochi attimi e poi i ragazzi sono andati via. Il dolore di Avetrana però non finisce e il sindaco, Mario De Marco, ha annunciato il lutto cittadino in occasione dei funerali. L’amministrazione comunale ha già chiesto al parroco, don Dario De Stefano, che gli stessi funerali si svolgano “in uno spazio più grande”, al campo sportivo o al palazzetto dello sport. Perchètutto il paese di Avetrana e anche tante altre persone dei paesi limitrofi vogliano dare l’ultimo saluto a Sara.
ORE 20.15 - LA TRAGEDIA FAMILIARE DIVENTA TELEVISIVA
L'epilogo atroce della scomparsa di Sara Scazzi, non ancora 15 anni, con il cadavere trovato nella notte dopo la confessione dello zio orco, è una tragedia anche televisiva, quasi un drammatico reality. Con precedenti televisivi tristemente noti, a cominciare dalla tragedia di Vermicino del 1981 per continuare con la scoperta dei corpi dei fratellini di Gravina in Puglia nel 2008 nel programma di Raitre.
In diretta tv a Chi l’ha visto? non senza polemiche, la madre di Sara, pietrificata, ha appreso ieri notte le notizie. Il programma ha avuto un boom di ascolti, con picchi intorno al 40% e oltre 5 milioni di spettatori, ma anche critiche per la presenza della madre di Sara. Ma oggi la tragedia ha continuato ad impazzare in tv, tra dirette, interviste, collegamenti, una tragedia familiare vissuta in tv con la presenza, addirittura in studio, del fratello di Sara, Claudio, a La vita in diretta e la figlia dell’omicida, Sabrina, cugina di Sara, intervistata al Tg5.
Pubblico e privato si sono confusi, con un dolore spettacolarizzato e moltiplicato. Stasera ancora su Italia 1 ci sarà Studio aperto live alle 23.35 e Porta a porta su Raiuno alla stessa ora con gli inviati ad Avetrana. Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto?, è stata ospite prima di Maurizio Costanzo a Bontà loro su Raiuno e poi al tg La7 di Enrico Mentana alle 20. A mezzanotte, mentre Chi l’ha visto? passava il testimone a Linea Notte, c'era incollata tutta la platea televisiva (in quel momento, e soprattutto a quell'ora, 4 milioni 227 mila spettatori e il 33,25%).
Il dettaglio minuto per minuto è impressionante: dal 9-10% di share, via via che andava avanti, le notizie arrivavano e si aveva l’impressione che il caso fosse ad una svolta, il programma ha catalizzato l’attenzione del pubblico con un crescendo significativo, mentre la madre di Sara era pietrificata ad ascoltare in diretta le notizie sulla ragazza.
E le critiche per quelle scene e una certa spettacolarizzazione del dolore non sono mancate: per Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl, “si poteva moltiplicare o anche solo aggiungere orrore a una vicenda tanto orrida come quella della povera Sara Scazzi? Raitre è riuscita in questo e la madre ha appreso in diretta, come nel più orribile dei reality, dalla conduttrice di Chi l’ha visto, la terribile sorte”.
Gabriella Carlucci, vicepresidente della commissione parlamentare infanzia e adolescenza, definisce la vicenda “allucinante: non avrei mai voluto assistere ad una scena agghiacciante come quella di ieri sera in cui si annuncia in diretta tv ad una madre la morte della figlia uccisa da un componente della sua stessa famiglia. Non ci sono giustificazioni di fronte a questa dissennata ricerca dello scoop a tutti costi – prosegue – che calpesta qualsiasi sentimento di pietà e di umanità”.
“Se ho sbagliato mi dispiace”, ha replicato la conduttrice, del programma, Federica Sciarelli, “ma non è giusto dire che ieri la situazione è sfuggita di mano in trasmissione. La realtà è che ieri la situazione è sfuggita di mano in generale”. Difende le sue scelte il direttore di rete Paolo Ruffini: “Il programma ha cercato di gestire nel modo più delicato possibile una vicenda così tragica e devo dire che la conduttrice ci è riuscita. Noi – ha detto ancora – non abbiamo inseguito questa notizia, noi eravamo in onda con un programma di servizio dedicato alla ricerca degli scomparsi e stavamo seguendo il caso di Sara. Durante la diretta la madre ha ricevuto la telefonata di un giornalista della carta stampata che le chiedeva del ritrovamento del cadavere e a quel punto lei lo ha chiesto alla Sciarelli che più volte si è preoccupata di farla riaccompagnare a casa”.
L’alternativa, “scartata perchè sarebbe stata quella sì fuori tono”, era mandare in onda il programma di satira Parla con me.
ORE 20.23 - PER LA LEGGE ZIO MERITA ERGASTOLO E ISOLAMENTO DIURNO
Così come appare nella sua emergenza materiale, l’uccisione di questa giovanissima ragazza pugliese da parte dello zio che la avrebbe anche violentata dopo averla uccisa, è sanzionata dalla legge con la pena dell’ergastolo con isolamento diurno, perché si tratta di un delitto pluriaggravato e molto anomalo". Lo affermano fonti della Cassazione esperte del settore penale e dei crimini contro la persona a proposito della condanna che la legge prevede a carico di un omicida confesso come Michele Misseri, l’uomo che ha ucciso la nipote quindicenne Sara Scazzi abusando di lei dopo la morte.
"La scelta del rito abbreviato – proseguono le fonti degli 'ermellinI' che ritengono assai probabile la scelta di questo rito da parte di chi difenderà Misseri – potrebbe eliminare dalla condanna al carcere a vita solo l’afflizione dell’isolamento diurno, il 'fine pena maI' rimarrebbe comunque qualora risultasse la piena imputabilit… dell’omicida responsabile di questo grave delitto".
Invece se emergesse, durante l’incidente probatorio, che Misseri "non era pienamente capace di intendere e volere mentre uccideva, allora potrebbero venirgli concesse delle attenuanti che escluderebbero l'ergastolo e si scenderebbe a una condanna attorno ai 20 anni di reclusione".
Queste attenuanti potrebbero scattare, ad esempio, se "si scoprisse che l’imputato ha subito egli stesso violenza durante l’adolescenza". Per quanto riguarda la violenza sulla nipote ormai priva di vita, le fonti della Cassazione osservano che "si tratta di casi conosciuti nei manuali della casistica processuale come delle abnormità che, per questo, spesso, impongono una verifica sulle capacit… mentali dell’imputato".
Questo delitto è "anomalo" non tanto "per il rapporto di parentela che legava vittima e omicida, ma per la circostanza della violenza successiva che indica una personalità particolare in chi la ha compiuta o che qualche cosa di estremamente grave è esploso nella sua mente in quel momento".
fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=372936&IDCategoria=1
E' stato lo stesso zio, crollato dopo un lungo interrogatorio nel comando provinciale carabinieri di Taranto, a confessare l'omicidio e a rivelare dove aveva nascosto il corpo. In nottata, secondo notizie comunque non confermate, avrebbe addirittura accompagnato gli investigatori in quel pezzetto di campagna dove da 42 giorni, in un pozzo artesiano colmo d’acqua, giaceva il cadavere della nipotina.
L’uomo è in stato di fermo di polizia giudiziaria per omicidio volontario. Un’accelerazione alle indagini, culminate nella deposizione-fiume resa oggi dall’uomo, la si è avuta a partire dal 29 settembre quando Misseri annunciò di aver ritrovato il telefonino di Sara dopo aver bruciato delle erbacce in campagna. Una versione che suscitò sorpresa per la coincidenza che fosse stato proprio un parente stretto a ritrovare il telefonino di Sara, e che spinse gli investigatori a privilegiare la pista dei familiari per poter venire a capo della vicenda.
“La notizia che non volevamo arrivasse, è arrivata”, ha commentato uno dei legali della famiglia Scazzi, Walter Biscotti. “Il ritrovamento del telefonino – ha aggiunto – ha dato velocità all’attività investigativa. E’ stato un chiaro tentativo confessorio da parte di Michele Misseri”.
Una scomparsa, quella di Sara, che ha fatto sempre il pieno di audience in tv. E anche nella serata più triste, quella conclusasi con il ritrovamento del suo cadavere, ha vissuto momenti di intensa drammaticità per la partecipazione di sua madre, Concetta Serrano Spagnolo, alla diretta del programma di Rai3 'Chi l’ha visto?', in onda proprio da casa di zio Michele, assente con la moglie perchè trattenuto dai carabinieri. Quando le voci che i carabinieri avevano cominciato le ricerche del corpo si sono fatte insistenti, la conduttrice, Federica Sciarelli, ha chiesto alla donna se non preferisse allontanarsi. Concetta ha risposto: “E' meglio”, e accompagnata da uno dei suoi avvocati ha lasciato l’abitazione per raggiungere casa sua, dove qualche ora dopo le è stata comunicata la tragica notizia.
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ORE 7:58 - IL CADAVERE DI SARAH E' ANCORA NEL POZZO
E' ancora in corso l'operazione di recupero del corpo di Sara Scazzi: secondo alcune informazioni, occorrerebbero ancora due-tre ore. Il pozzo - a quanto si è saputo – non è profondo, ma presenta strettoie: inoltre il cadavere sarebbe coperto con pietre. Il pozzo dove si lavora è uno dei tantissimi delle campagne della zona, alcuni soltanto dei quali sono censiti, molti altri non lo sono e molti sono addirittura abusivi.
ORE 8:41 - DIFFICOLTA' NEL RECUPERARE IL CORPO, L'APERTURA DEL POZZO E' MOLTO STRETTA
A quanto si è saputo da fonti inquirenti, la cavità nella quale è stato gettato il corpo di Sara è un inghiottitoio che porta ad un pozzetto di raccolta di acqua piovana. L’apertura sul piano di calpestio era un buco di un diametro di poche decine di centimetri: per consentire dunque l’accesso per il recupero del cadavere è stato necessario lo sbancamento di terreno tutt'attorno, terreno in gran parte roccioso. Più facile era stato per lo zio introdurre invece il cadavere – se verrà confermata la ricostruzione fatta sinora – data l’esilità del corpo della piccola Sara.
ORE 9:41 – IL CORPO DI SARAH NUDO IN FONDO AL POZZO
E' nudo e in posizione fetale il corpo di Sara Scazzi nel pozzetto per il recupero di acqua piovana nel quale è stato gettato. Lo si è appreso da fonti investigative. Le operazioni di recupero del cadavere – a quanto si è saputo – si sono quasi concluse, mancherebbero ancora qualche decina di minuti.
ORE 9:50 - «L'HO VIOLENTATA DOPO AVERLA UCCISA»
«L'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta»: è la rivelazione agghiacciante che ha fatto agli investigatori Michele Misseri, zio di Sara Scazzi e suo omicida. Sempre secondo le dichiarazioni dell’uomo, la ragazza sarebbe stata strangolata nel garage di casa Misseri. Prima di occultare il cadavere gettandolo in un pozzo, Misseri l’ha denudato e ha successivamente bruciato i vestiti.
ORE 10:41 - E' LUTTO CITTADINO AD AVETRANA, UN PAESE SGOMENTO
Il lutto cittadino sarà proclamato ad Avetrana (Taranto) nel giorno dei funerali di Sara Scazzi, che dovrebbero svolgersi in uno “spazio grande”, forse il campo sportivo o il palazzetto dello sport. Lo ha detto ai cronisti poco fa il vicesindaco del paese, Alessandro Scarciglia, che si trova – come decine di altre persone – nella zona dove è stato trovato il cadavere della ragazza. Scarciglia ha precisato di aver già parlato con il sindaco, Mario De Marco: la possibilità di tenere i funerali in uno spazio grande, adeguato a contenere la folla che vi parteciperà, è già stata esaminata con il parroco, don Dario De Stefano.
ORE 10:45 - IL VICESINDACO «ERA LA SORELLA DI TUTTI»
«E' assurdo, è tutto assurdo perchè, da quando era scomparsa, Sara era diventata la sorella di tutti noi»: lo ha detto il vicesindaco di Avetrana (Taranto), Alessandro Scarciglia, avvicinato dai giornalisti vicino al podere dove è stato trovato, in un pozzo, il cadavere di Sara Scazzi. «Questa vicenda – ha aggiunto Scarciglia – ha sconvolto tutta la comunità. Avetrana è un paese tranquillo, con una presenza minima di criminalità. È una tragedia che sta coinvolgendo anche i paesi vicini».
ORE 10:57 – UNA CONFESSIONE DOPO AVER NEGATO PER ORE
Ha negato per tre ore ogni addebito Michele Misseri, poi però, incalzato dai carabinieri, ha confessato l’omicidio della nipote Sara Scazzi. L'uomo, secondo quanto si è appreso, ha successivamente ripetuto la confessione resa agli investigatori anche davanti al magistrato, con il quale ha ammesso direttamente le sue responsabilità. L'uomo avrebbe dichiarato di aver fatto tutto da solo. Si sarebbe trattato, inoltre, di un delitto non pianificato, ma maturato e portato a termine in tutta la sua brutalità quando l’uomo si è trovato a tu per tu con la nipote.
ORE 11:05 – LA MAMMA DI SARAH CHIUSA IN CASA
«La mamma di Sara è chiusa in cucina, a casa, con la sorella Emma e stiamo attendendo notizie ufficiali in ordine al recupero del corpo». Lo ha detto poco fa uno dei legali della famiglia Scazzi, parlando con una giornalista di Canale 5, nella trasmissione 'Mattino5'. «E' chiaro che le indagini – ha detto il legale – hanno preso una indicazione precisa proprio dal ritrovamento del telefonino, e da quel momento è cambiato un po' tutto, anche come sensazioni. Qualcosa si è capito. Le coincidenze erano veramente sorprendenti e formidabili e quindi anche Concetta ha cominciato a capire che c'era qualcosa che non funzionava». «Però ovviamente – ha aggiunto il legale – non ha detto niente. Ha continuato a mandare messaggi di serenità, di indagare sulla famiglia, di agire nel massimo rispetto. Ed è quello che è stato fatto. Ieri sera purtroppo il tragico epilogo». Si sono sentite le due sorelle?, è stato chiesto dallo studio, facendo riferimento alla moglie dell’assassino di Sara, Michele Misseri. «Io credo di no, credo che l’ultima volta che si sono sentite le due sorelle – ha detto il legale – è stato ieri sera, quando è cominciata a circolare la notizia. Noi chiedevamo dov'era il marito. Abbiamo intuito che se Cosima e Valentina erano fuori e il marito era dentro... cominciavano a circolare notizie tragiche e quindi volevamo sapere se Michele era ancora lì».
ORE 11:10 – RECUPERATO IL CORPO
Il corpo di Sara Scazzi è stato recuperato dal pozzo dove è stata trovata, nel podere di proprietà dello zio, e portato via con un carro funebre.
ORE 11:19 – LO ZIO HA PORTATO GLI INVESTIGATORI SUL LUOGO DELL'OCCULTAMENTO
Michele Misseri, lo zio di Sara, «ha confermato di aver ucciso la povera fanciulla e ha indicato il posto dove il cadavere era stato da lui nascosto; ci ha portati sul posto e, quindi, ci ha consentito di fare i dovuti accertamenti». Lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio. Il luogo in cui è stato trovato il corpo «non è un pozzo, è una sorta di covo interrato all’interno del suolo con un foro d’ingresso di poche decine di centimetri coperti da rami, foglie e pietre, quindi era praticamente impossibile accertarne l'esistenza, addirittura probabilmente passandoci sopra». «Il buco – ha aggiunto – è stato scoperchiato ed è stata accertata la presenza di un cadavere» di sesso femminile «con i capelli biondi» che sarà compiutamente identificato «anche attraverso l’esame del Dna».
ORE 11:24 – SARA' DIFFICILE EFFETTUARE IL RICONOSCIMENTO DEL CORPO SE NON CON IL DNA
L'autopsia sul corpo di Sara Scazzi sarà fatta – lo ha annunciato il procuratore Franco senbastio in conferenza stampa- ad eseguirla sarà il prof.Luigi Strada. Sarà effettuato – ha aggiunto – l'esame del Dna. Dalla conferenza stampa è anche emerso che il corpo della ragazza era in pessime condizioni. Il corpo di Sara è in uno stato che non lo rende riconoscibile: lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, parlando con i giornalisti. Dopo oltre 40 giorni in acqua il corpo si stava disfacendo: è in stato colliquativo, ha aggiunto il magistrato.
ORE 11:42 – COMANDANTE CC, SAPEVAMO CHE LO ZIO AVREBBE CONFESSATO
«Non sapevamo quando sarebbe successo ma avevamo la forte sensazione che sarebbe successo». Lo ha detto, a proposito della confessione fatta dallo zio di Sara, il comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto Giovanni Di Blasio. «Il profilo che avevamo immaginato di Michele Misseri – ha aggiunto Di Blasio – forse ha aiutato i magistrati a percepire quale fosse la breccia che forse anche inconsciamente questo soggetto poteva offrirci per portarlo alla confessione».
ORE 11:46 – SI CERCANO EVENTUALI COMPLICI
La procura di Taranto ha «attività in corso su eventuali complici». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, nel corso della conferenza stampa in corso a Taranto. Le indagini sui eventuali complici – ha aggiunto il procuratore Franco Sebastio – sono necessarie «per chiarire aspetti che sono da prendere ancora in considerazione». Per il momento l’unico indagato per l'uccisione di Sara Scazzi è lo zio della ragazzina, Michele Misseri.
ORE 11:55 – UN ASSASSINO CHE HA SAPUTO GESTIRE LO STRESS
«Il profilo psicologico di chi compie un delitto per dolo d’impeto, come quello di Sara Scazzi, è compatibile con quello di un soggetto che poi simula il ritrovamento casuale del cellulare della vittima e che sa gestire lo stress derivante dall’atto d’impeto». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, riferendosi al comportamento del presunto assassino della quindicenne, lo zio Michele Misseri. Di Blasio ha spiegato che per tracciare il profilo dell’uomo è stato utilissimo l’intervento del Reparto analisi criminoliche.
ORE 12:02 – GLI AMICI DI SCUOLA, CIAO PICCOLO ANGELO
«Addio, piccolo angelo»: è questo uno dei messaggi lasciati dai compagni di scuola su un cartellone esposto davanti all’abitazione di Sara Scazzi. I compagni di scuola dell’istituto alberghiero «Mediterraneo» di Marugio (Taranto) stamani non sono entrati in classe e hanno deciso spontaneamente di andare ad Avetrana «per dare un segnale di solidarietà alla famiglia di Sara». Sono tre i cartelloni esposti nei pressi della casa della famiglia Scazzi: su uno di questi c'è scritto «La scuola è qui con te. Ti ricorderemo sempre, addio piccolo angelo». Su un altro cartellone i ragazzi stanno mettendo le loro firme. Sul terzo gli studenti hanno scritto «Sara resterai per sempre nei nostri cuori.
ORE 12:15 – «SARAH NON HA SOFFERTO A LUNGO»
«Riteniamo che Sara Scazzi non abbia sofferto durante le fasi dell’omicidio» avvenuto per strangolamento. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, Giovanni Di Blasio, nel corso della conferenza stampa. Il fatto che Sara non abbia sofferto durante le fasi del delitto deriva anche dal fatto - spiegano gli investigatori – «che la ragazzina non ha subito violenza sessuale prima di morire».
ORE 12:17 – SECRETATO L'INTERROGATORIO DELLO ZIO
L'interrogatorio in cui Michele Misseri, lo zio di Sara, ha confessato di aver assassinato la nipote Sara Scazzi «è stato secretato». Lo ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, che non ha voluto fornire alcun particolare sul contenuto dell’atto. Prima di ammettere le proprie responsabilità, Michele Misseri ha tentato di continuare a negare quel che aveva fatto ma ha fornito alibi che non hanno retto. Lo si è appreso da fonti investigative, a proposito di alcuni dei comportamenti tenuti dall’indagato nell’interrogatorio-fiume che ha portato alla svolta nelle indagini sulla scomparsa di Sara Scazzi.
ORE 12:25 – IN FAMIGLIA FORSE INTUITA LA VERITA'
E' possibile che in famiglia avessero maturato sospetti su Michele Misseri in relazione con la scomparsa della piccola Sara. Lo si è appreso da fonti investigative. Il riferimento è a un’intercettazione ambientale nella quale Sabrina Misseri, cugina di Sara e sua inseparabile amica, avrebbe detto durante un litigio con la propria madre: «se l’è portata lui...». Una frase – si rileva – che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa.
ORE 13:00 - IL DUBBIO: SABRINA SAPEVA DELLE AVANCES DEL PADRE
Michele Misseri avrebbe detto di aver agito da solo dopo che Sarah aveva respinto le sue avance, fatto questo che la quindicenne pare avesse confidato alla cugina e amica, Sabrina, figlia di Michele Misseri. La ragazzina avrebbe cercato aiuto dalla cugina Sabrina, con la quale il 25 agosto, per questo motivo, avrebbe avuto un violento litigio. Misseri il giorno dopo avrebbe avvicinato ancora Sara nel garage della sua abitazione, in via Grazia Deledda, forse per costringerla a non rivelare le sue richieste. Durante la conversazione, in preda ad un raptus, ha strangolato la ragazzina.
La procura ora vuole verificare se Misseri, che è l’unico indagato, abbia avuto eventuali complici. In particolare il procuratore Sebastio, vuole capire se Sabrina e sua madre sospettassero qualcosa. Il punto di partenza del ragionamento degli investigatori – a quanto si apprende – sarebbe il contenuto di un’intercettazione ambientale in cui Sabrina, mentre ha un litigio con la mamma, dice: «se l’è portata lui...». Una frase – si rileva – che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa.
Sospetto che ha anche la mamma di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, che – a quanto si apprende da persone a lei vicine - si è lasciata andare ad uno sfogo: «Secondo me – avrebbe detto - mia sorella sapeva qualcosa».
ORE 13:45 - MOGLIE E FIGLIA DELL'ASSASSINO, SE E' STATO LUI PAGHI TUTTO
«Sabrina sta male, piange tanto ma sa che è stato il padre». Lo ha detto Cosima, un’amica della famiglia di Michele Misseri, rispondendo alle domande dei giornalisti davanti all’abitazione dell’uomo che ieri ha confessato di aver ucciso Sarah Scazzi. La donna, quando è uscita di casa ha avuto un battibecco con gli studenti che stavano urlando contro Michele Misseri. Cosima ha aggiunto che «anche la moglie di Michele sta molto male. Mi ha detto che se è stato il marito deve pagare».
«Mio padre deve pagare per quello che ha fatto»: così Sabrina Misseri, figlia dell’uomo che ha ucciso la cugina Sarah, ha risposto al citofono di casa ai giornalisti che volevano parlare con lei. «Non abbiamo nulla da dire – ha risposto Sabrina – mio padre deve pagare per quello che ha fatto».
ORE 15:40 - MAMMA CONCETTA IN OBITORIO, VUOLE VEDERE I RESTI DI SARAH
La mamma di Sarah Scazzi, Concetta Serrano Spagnolo, accompagnata dai legali della famiglia, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, si è recata all’ospedale Santissima Annunziata per l’ultimo saluto alla figlia, il cui cadavere è stato trovato la notte scorsa nelle campagne di Avetrana. Insieme ai legali e alla madre della quindicenne, uccisa dallo zio reo confesso, c'era anche Anna Lisa Loconsole, dell’associazione Penelope.
ORE 15:52 - MISSERI IN CELLA DI ISOLAMENTO
Michele Misseri, l'agricoltore arrestato per l’omicidio della nipote Sara Scazzi, dopo aver indicato agli inquirenti il luogo in cui aveva seppellito il cadavere è stato condotto nel carcere di Taranto ed è tenuto in isolamento in una sezione distante dalla zona in cui si trovano gli altri detenuti. A quanto si è appreso, rimarrà in quella cella e non potrà avere alcun tipo di contatto almeno sino all’interrogatorio di garanzia, non ancora fissato.
ORE 17:00 - IL FRATELLO DI SARAH IN DIRETTA TV, MIO ZIO SI DEVE SUICIDARE
Sarah Scazzi si era lamentata con la cugina Sabrina, il giorno prima di scomparire, dell’atteggiamento dello zio Michele nei suoi confronti. Lo ha detto il fratello di Sarah, Claudio, nel corso della trasmissione "La vita in diretta".
«Avevano litigato proprio su questo - ha spiegato il giovane, aggiungendo che - se l’avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano».
Invece agli occhi degli altri parenti, secondo Claudio, Sarah non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: «quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana».
Il giovane ha però ribadito che la vicenda è stata un fulmine a ciel sereno, perchè su suo zio «ha sempre fatto una vita ineccepibile». «A questo punto – ha concluso Claudio Scazzi – spero proprio che mio zio prenda la decisione di suicidarsi».
«L'unica cosa che dovrebbe fare è suicidarsi. In qualunque modo, basta che la faccia finita. Se si suicida fa l’unica cosa giusta della sua vita – dice il giovane - si mette a pari col disastro che ha combinato». «Non deve più esistere» ha concluso.
ORE 18.40 - MAMMA CONCETTA, VOLTO IMPASSIBILE NELLA TRAGEDIA
Un volto impassibile per 42 giorni, sempre gentile con tutti, ma descritta da qualcuno come troppo fredda con la figlia. Concetta Serrano Spagnolo ha vissuto il calvario della scomparsa di sua figlia Sara senza mostrare in tutti questi giorni un segno di cedimento fino a quando, ieri sera, ha appreso in diretta tv che ormai non c'era più nessuna speranza e che si stava cercando il corpo della figlia. Anche in quel momento, però, è apparsa impassibile, quasi apatica.
E questa sua caratteristica l’ha portata nelle scorse settimane, quando ancora restava in piedi l’ipotesi di un allontanamento volontario della ragazzina, a trovarsi al centro del sospetto che fosse proprio lei, la sua freddezza e un cattivo rapporto con Sara, la causa della scomparsa della ragazza. Solo normali screzi tra madre e figlia, aveva risposto lei, sempre calma e disponibile, a chi le chiedeva conto di qualche litigio.
Concetta, casalinga di 49 anni, con una storia familiare difficile alle spalle, anche quando i giornalisti la pressavano con domande sulla sua famiglia e sul suo rapporto con Sara, non si è mai mostrata insofferente. Ha sempre risposto alle domande e ha fatto entrare in casa tutti, troupe televisive e giornalisti, convinta forse che tenere alta l’attenzione mediatica sulla scomparsa potesse aiutare a ritrovare sua figlia viva. E per non disperdere l’attenzione, i primi giorni di settembre aveva rivolto, anche in tv, un appello al presidente della Repubblica che le aveva risposto assicurando la massima attenzione dello Stato.
A metà settembre, aveva poi invitato gli investigatori ad indagare sulla famiglia, su chi, cioè, sapeva che Sara sarebbe uscita di casa per andare a mare e a che ora. Era stata lei stesso però, dopo l’incredibile ritrovamento del cellulare di Sara fatto dallo zio della ragazza, Michele Misseri, ad escludere invece che proprio suo cognato, rivelatosi invece il vero carnefice, potesse avere fatto del male a Sara. Nei giorni scorsi, con la solita apparente freddezza, aveva dovuto affrontare anche la morte dell’anziano padre adottivo, da tempo gravemente malato, alla cui cura si era dedicata insieme ad una badante.
Viveva con lui ad Avetrana, mentre il marito Giacomo, di 52 anni, molto più defilato di lei rispetto alle telecamere, vive a Milano e fa il muratore. Nel capoluogo lombardo vive anche l’altro figlio, Claudio, che ha trascorso la maggior parte di questi giorni a Milano. In quasi un mese e mezzo di logorante attesa, Concetta ha accumulato dolore su dolore, anche per i sospetti che hanno toccato a più riprese lei e gli altri componenti della famiglia. Con il volto ogni giorno più scavato dalle notti insonni, però, ha sempre affrontato tutto senza mostrare in pubblico una lacrima. Fino al tragico epilogo.
ORE 19.19 - SABRINA MISSERI: MIO PADRE NON HA MAI ABUSATO DI NOI «Mio padre è stato un padre esemplare e non ha mai abusato di noi». È questo il testo di un sms che Sabrina Misseri, figlia dell’uomo che ha confessato di avere ucciso Sara Scazzi, ha inviato al giornalista della trasmissione di Rai uno «La Vita in diretta», Giacinto Pinto. In un altro messaggio, Sabrina ha poi detto: «non ho mai detto che mio padre l’ha portata via perchè, in 42 giorni, non ho mai dubitato di lui. Ho cominciato a farlo da stanotte».
Il riferimento è alle notizie su una intercettazione ambientale (nella quale Sabrina avrebbe detto alla madre: «lo so che l’ha portata via lui», ndr) che avrebbe rappresentato per gli inquirenti la svolta nelle indagini. La giovane ha anche precisato che la madre «non ha mai detto che Michele deve morire, ma che deve pagare».
ORE 19.20 - DOMANI CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO AVETRANA
Domani alle 15.30 il consiglio comunale di Avetrana si riunirà in seduta straordinaria monotematica per esprimere solidarietà alla famiglia di Sara Scazzi e l’apprezzamento nei confronti delle forze dell’ordine e della magistratura. Lo ha comunicato il vicesindaco, Alessandro Scarciglia.
ORE 19.48 - PAESE SOTTO CHOC, AMICI ALLO ZIO 'FAI SCHIFO'
E' un paese sotto choc Avetrana: 42 giorni dopo la notizia della scomparsa, oggi la certezza che Sara Scazzi è morta, uccisa brutalmente dallo zio che poi ha brutalmente abusato di lei, ha come paralizzato la piccola comunità, settemila persone, in provincia di Taranto, che si è stretta intorno alla famiglia, con in testa i compagni di scuola della studentessa quindicenne.
Ad Avetrana – in questo clima di “paralisi” interiore – è stata una lunga giornata surreale, cominciata la notte scorsa, con decine di persone nelle campagne, a due chilometri dal centro abitato, in attesa che fosse portato via il cadavere della ragazza. Cosa che è avvenuta solo stamani, intorno alle ore 11, dopo ore di lavoro per raggiungere il fondo di un pozzo dove l’assassino l’aveva buttato: scortato dai carabinieri, il carro funebre ha lasciato le campagne.
La gente di Avetrana ha applaudito, ma, soprattutto, ha pianto e ha gridato la sua rabbia “contro un delinquente. Uno zio – hanno detto le persone che hanno fatto il segno della croce al passaggio del carro - non può uccidere una ragazza di 15 anni”.
Ma veri protagonisti della giornata sono stati anche i giovani, i compagni di scuola di Sara. Spontaneamente hanno deciso di non entrare in classe, nell’Istituto alberghiero “Mediterraneo” di Maruggio, a pochi chilometri da Avetrana. Con i pullman sono andati davanti all’abitazione di Sara. Lì si sono abbracciati, hanno pianto e hanno scritto su tre cartelloni l'addio “a un piccolo angelo”.
Poi, all’improvviso, hanno cambiato destinazione e sono andati a casa di Michele Misseri, “lo zio assassino, la bestia, che ci fa schifo e che deve avere l'ergastolo” (ma un coro chiedeva la pena di morte). Davanti a casa Misseri, c'è stato anche qualche momento di tensione con alcuni amici che sono andati a visitare la moglie Cosima e le figlie Sabrina e Valentina: pochi attimi e poi i ragazzi sono andati via. Il dolore di Avetrana però non finisce e il sindaco, Mario De Marco, ha annunciato il lutto cittadino in occasione dei funerali. L’amministrazione comunale ha già chiesto al parroco, don Dario De Stefano, che gli stessi funerali si svolgano “in uno spazio più grande”, al campo sportivo o al palazzetto dello sport. Perchètutto il paese di Avetrana e anche tante altre persone dei paesi limitrofi vogliano dare l’ultimo saluto a Sara.
ORE 20.15 - LA TRAGEDIA FAMILIARE DIVENTA TELEVISIVA
L'epilogo atroce della scomparsa di Sara Scazzi, non ancora 15 anni, con il cadavere trovato nella notte dopo la confessione dello zio orco, è una tragedia anche televisiva, quasi un drammatico reality. Con precedenti televisivi tristemente noti, a cominciare dalla tragedia di Vermicino del 1981 per continuare con la scoperta dei corpi dei fratellini di Gravina in Puglia nel 2008 nel programma di Raitre.
In diretta tv a Chi l’ha visto? non senza polemiche, la madre di Sara, pietrificata, ha appreso ieri notte le notizie. Il programma ha avuto un boom di ascolti, con picchi intorno al 40% e oltre 5 milioni di spettatori, ma anche critiche per la presenza della madre di Sara. Ma oggi la tragedia ha continuato ad impazzare in tv, tra dirette, interviste, collegamenti, una tragedia familiare vissuta in tv con la presenza, addirittura in studio, del fratello di Sara, Claudio, a La vita in diretta e la figlia dell’omicida, Sabrina, cugina di Sara, intervistata al Tg5.
Pubblico e privato si sono confusi, con un dolore spettacolarizzato e moltiplicato. Stasera ancora su Italia 1 ci sarà Studio aperto live alle 23.35 e Porta a porta su Raiuno alla stessa ora con gli inviati ad Avetrana. Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto?, è stata ospite prima di Maurizio Costanzo a Bontà loro su Raiuno e poi al tg La7 di Enrico Mentana alle 20. A mezzanotte, mentre Chi l’ha visto? passava il testimone a Linea Notte, c'era incollata tutta la platea televisiva (in quel momento, e soprattutto a quell'ora, 4 milioni 227 mila spettatori e il 33,25%).
Il dettaglio minuto per minuto è impressionante: dal 9-10% di share, via via che andava avanti, le notizie arrivavano e si aveva l’impressione che il caso fosse ad una svolta, il programma ha catalizzato l’attenzione del pubblico con un crescendo significativo, mentre la madre di Sara era pietrificata ad ascoltare in diretta le notizie sulla ragazza.
E le critiche per quelle scene e una certa spettacolarizzazione del dolore non sono mancate: per Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl, “si poteva moltiplicare o anche solo aggiungere orrore a una vicenda tanto orrida come quella della povera Sara Scazzi? Raitre è riuscita in questo e la madre ha appreso in diretta, come nel più orribile dei reality, dalla conduttrice di Chi l’ha visto, la terribile sorte”.
Gabriella Carlucci, vicepresidente della commissione parlamentare infanzia e adolescenza, definisce la vicenda “allucinante: non avrei mai voluto assistere ad una scena agghiacciante come quella di ieri sera in cui si annuncia in diretta tv ad una madre la morte della figlia uccisa da un componente della sua stessa famiglia. Non ci sono giustificazioni di fronte a questa dissennata ricerca dello scoop a tutti costi – prosegue – che calpesta qualsiasi sentimento di pietà e di umanità”.
“Se ho sbagliato mi dispiace”, ha replicato la conduttrice, del programma, Federica Sciarelli, “ma non è giusto dire che ieri la situazione è sfuggita di mano in trasmissione. La realtà è che ieri la situazione è sfuggita di mano in generale”. Difende le sue scelte il direttore di rete Paolo Ruffini: “Il programma ha cercato di gestire nel modo più delicato possibile una vicenda così tragica e devo dire che la conduttrice ci è riuscita. Noi – ha detto ancora – non abbiamo inseguito questa notizia, noi eravamo in onda con un programma di servizio dedicato alla ricerca degli scomparsi e stavamo seguendo il caso di Sara. Durante la diretta la madre ha ricevuto la telefonata di un giornalista della carta stampata che le chiedeva del ritrovamento del cadavere e a quel punto lei lo ha chiesto alla Sciarelli che più volte si è preoccupata di farla riaccompagnare a casa”.
L’alternativa, “scartata perchè sarebbe stata quella sì fuori tono”, era mandare in onda il programma di satira Parla con me.
ORE 20.23 - PER LA LEGGE ZIO MERITA ERGASTOLO E ISOLAMENTO DIURNO
Così come appare nella sua emergenza materiale, l’uccisione di questa giovanissima ragazza pugliese da parte dello zio che la avrebbe anche violentata dopo averla uccisa, è sanzionata dalla legge con la pena dell’ergastolo con isolamento diurno, perché si tratta di un delitto pluriaggravato e molto anomalo". Lo affermano fonti della Cassazione esperte del settore penale e dei crimini contro la persona a proposito della condanna che la legge prevede a carico di un omicida confesso come Michele Misseri, l’uomo che ha ucciso la nipote quindicenne Sara Scazzi abusando di lei dopo la morte.
"La scelta del rito abbreviato – proseguono le fonti degli 'ermellinI' che ritengono assai probabile la scelta di questo rito da parte di chi difenderà Misseri – potrebbe eliminare dalla condanna al carcere a vita solo l’afflizione dell’isolamento diurno, il 'fine pena maI' rimarrebbe comunque qualora risultasse la piena imputabilit… dell’omicida responsabile di questo grave delitto".
Invece se emergesse, durante l’incidente probatorio, che Misseri "non era pienamente capace di intendere e volere mentre uccideva, allora potrebbero venirgli concesse delle attenuanti che escluderebbero l'ergastolo e si scenderebbe a una condanna attorno ai 20 anni di reclusione".
Queste attenuanti potrebbero scattare, ad esempio, se "si scoprisse che l’imputato ha subito egli stesso violenza durante l’adolescenza". Per quanto riguarda la violenza sulla nipote ormai priva di vita, le fonti della Cassazione osservano che "si tratta di casi conosciuti nei manuali della casistica processuale come delle abnormità che, per questo, spesso, impongono una verifica sulle capacit… mentali dell’imputato".
Questo delitto è "anomalo" non tanto "per il rapporto di parentela che legava vittima e omicida, ma per la circostanza della violenza successiva che indica una personalità particolare in chi la ha compiuta o che qualche cosa di estremamente grave è esploso nella sua mente in quel momento".
fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=372936&IDCategoria=1
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Re: Sarah, rabbia contro lo zio mostro
Non ricordo in puglia un omicidio del genere, ripenso davvero che sia giusta la pena di morte. Per ora qui in puglia c'è solo tanta rabbia e tristezza
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